La Carta delle Fondazioni è il documento che traccia le linee guida per un orientamento comportamentale comune che, nel rispetto delle norme che disciplinano le Fondazioni, consenta di valorizzarne l’azione e rafforzarne i presidi di autonomia, responsabilità, trasparenza e indipendenza.
Ogni Fondazione, attraverso gli opportuni passaggi istituzionali, avvierà nei prossimi mesi un percorso di adozione della Carta “dando attuazione ai principi e ai criteri indicati declinandoli in piena autonomia in norme statutarie e/o regolamentari, nonché in procedure e prassi operative, secondo le [proprie] dimensioni e caratteristiche operative e istituzionali” (dal preambolo della Carta delle Fondazioni).

La Carta delle Fondazioni è stata approvata all'unanimità dall'Assemblea dei Soci di ACRI del 4 aprile 2012. 
L’Assemblea del 4 maggio 2011 aveva dato il via a tale documento in quanto era stata formalizzata l’opportunità di fornire linee guida in materia di governance, di attività istituzionale e di impiego del patrimonio delle Fondazioni di origine bancaria italiane.
Alla definizione della Carta si è giunti attraverso un processo di elaborazione ispirato alla più ampia partecipazione, che ha coinvolto tutte le Fondazioni attraverso gruppi di lavoro.
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Durante il 22° Congresso Nazionale ACRI, tenutosi a Palermo il 7 e 8 giugno 2012, è stata inoltre approvata all'unanimità la Mozione in cui sono indicate le direttrici cui l’ACRI, e pertanto le sue associate, dovranno dare attuazione.
Gli indirizzi congressuali guideranno l'azione delle Fondazioni per il triennio 2013-2015.
Le Fondazioni si impegnano a:
• dare applicazione alla “Carta delle Fondazioni”, adeguando i testi statutari, regolamentari e i processi operativi al fine di recepirne i contenuti;
• proseguire la propria azione secondo canoni di trasparenza, indipendenza, responsabilità e terzietà soprattutto rispetto ai poteri politici, economici e di ogni altra natura;
• avviare il Fondo nazionale iniziative comuni finalizzato alla realizzazione di progetti di ampio respiro caratterizzati da una forte valenza culturale, sociale, umanitaria ed economica;
• consolidare, in un comune ambito, l’alleanza con il Terzo Settore per una maggiore valorizzazione del principio di sussidiarietà;
• continuare nell’attuazione delle intese in essere con il mondo del Volontariato;
• continuare altresì con determinazione nel sostegno attivo e costruttivo della Fondazione con il Sud alla quale le Fondazioni rivolgono il plauso per l’attività svolta e i risultati conseguiti dal suo Presidente e dai suoi Organi;
• promuovere e diffondere professionalità, conoscenza e modalità innovative nel perseguimento della missione, per un miglioramento della qualità e della trasparenza dei processi operativi;
operare per promuovere iniziative che diffondano la cultura e la conoscenza dei corpi intermedi;
• svolgere ogni più incisiva azione per la riforma del Titolo II, Libro I, del codice civile, anche al fine di ricondurre le nostre Fondazioni nella disciplina civilistica comune, superando le specificità;
• sollecitare l’avvio di una riflessione per una revisione profonda della disciplina fiscale del privato-sociale non più basata sul profilo soggettivo e sulla modalità operativa, bensì sul valore sociale delle finalità di interesse generale perseguite;
• adoperarsi, affinché si sviluppino forme innovative nel campo dell’assistenza sociale che facendo leva sul principio di sussidiarietà, promuovano la formazione di un welfare di comunità.

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In occasione di tale Congresso il periodico "Vita" ha promosso un manifesto volto a sostenere l’attività e il ruolo delle Fondazioni di origine bancaria, sottoscritto da importanti personalità ed organizzazioni di spicco a livello nazionale.
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Scarica l'articolo dell'economista Marco Vitale, pubblicato su "Il Giornale delle Fondazioni"