CopQ14 bigNegli ultimi anni in ambito provinciale molto si è discusso sul significato, l’utilità e i costi della presenza dell’Università in provincia di Cuneo: soprattutto il fattore costi ha rappresentato un elemento di forte criticità che ha fatto temere la messa in discussione, almeno parziale, della Convenzione tra Enti locali e Università.
A fronte di tale dibattito, la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e la Facoltà di Scienze Politiche hanno ritenuto utile offrire agli attori sociali locali una base analitica e conoscitiva di più ampio respiro, avviando una ricerca su “L’impatto economico delle università decentrate: il caso di Cuneo”.
Lo studio si pone in continuità con una serie di analisi e ricerche avviate fin dal 2007 sui temi degli insediamenti universitari in provincia di Cuneo, e accompagna l’azione della Fonazione in questo ambito, resasi concreta attraverso l’importante partecipazione al Patto Locale, allegato alla Convenzione tra Università ed enti locali per il decentramento e l’incardinamento di professori e ricercatori sulle sedi locali.

Partendo dalla costatazione che l’attivazione, da parte dell’Università di Torino, di corsi di laurea in provincia di Cuneo fa parte di un processo nazionale di progressiva delocalizzazione dell’offerta formativa verso centri urbani minori, avvenuto negli ultimi vent’anni, la ricerca ha preso in esame la stima dell’impatto economico della presenza delle sedi decentrate sull’economia della provincia di Cuneo.
A fronte di un impegno degli Enti Locali, che ammonta (nel 2010) a circa 5 milioni e 740 mila euro l’anno, e quello delle famiglie, che ammonta a circa 2 milioni 430 mila euro (oltre 8 milioni in totale), si è calcolato, utilizzando una metodologia ampiamente condivisa a livello internazionale, che l’impatto diretto annuale della presenza dell’Ateneo sull’economia Cuneese (cioè le spese direttamente effettuate in provincia di Cuneo dall’Ateneo, dal personale docente e tecnico-amministrativo e dagli studenti) ammonta a circa 21 milioni di euro. Nel breve periodo, l’immissione di queste spese nell’economia provinciale genera un aumento della produzione, per un ammontare complessivo pari a oltre 36,5 milioni di euro; nel lungo periodo, l’aumento della produzione ha ulteriori effetti sull’aumento dei redditi percepiti a livello provinciale, il che permette di realizzare ulteriori consumi, con un effetto indotto pari complessivamente a oltre 43,5 milioni di euro: siamo di fronte ad un moltiplicatore pari a oltre quattro volte le spese sostenute, per cui i benefici superano abbondantemente i costi.
In termini di occupazione (un diverso modo per esprimere lo stesso impatto), le spese realizzate in provincia di Cuneo dall’Ateneo, dal personale e dagli studenti sono equivalenti a 605 posti di lavoro; nel corso del tempo, queste spese generano effetti indiretti e indotti sull’economia provinciale complessivamente equivalenti a 1.260 posti di lavoro. Questo vuol dire che la presenza dell’Ateneo contribuisce per circa lo 0,5% all’occupazione della provincia. Naturalmente, gli effetti della presenza dell’Università sul territorio non si limitano ai consumi che essa immette nell’economia locale, ma comprendono effetti dinamici su processi meno facilmente quantificabili, ma ancora più importanti per i loro risvolti sulla crescita nel lungo termine, e che hanno a che fare con la formazione del capitale umano, i processi di innovazione delle imprese, la formazione di capitale sociale e relazionale. Ne sono esempi:
 l’impatto positivo di una maggiore quota di laureati nel territorio provinciale, il che nel corso del tempo porta a ulteriori effetti positivi sull’economia (in termini di maggiori redditi, minor probabilità di essere disoccupati, aumento delle competenze della forza lavoro locale, maggior competitività e capacità innovativa delle imprese, e così via);
 l’impatto positivo dell’Ateneo sulle competenze e conoscenze delle imprese locali. L’Ateneo, infatti, può trasferire conoscenze alle aziende locali, non solo attraverso i laureati assunti, ma anche tramite altri canali (contatti informali, stage realizzati dagli studenti presso le aziende, supervisione congiunta di laureandi, progetti di ricerca collaborativa, consulenze, attivazione di imprese spin off). Sotto questo profilo può essere interessante sottolineare che le sedi decentrate, soprattutto la Facoltà di Agraria, svolgono una intensa attività di ricerca in collaborazione con le imprese;
 a tutto ciò occorre anche aggiungere gli effetti delle attività culturali promosse dall’Ateneo (seminari, concerti, mostre, eventi) sul panorama culturale della provincia, nonché quelli sulla sicurezza e sulla qualità della vita locale, a seguito della presenza di un cospicuo numero di studenti.

Scarica il icon Quaderno 14 (528.9 kB)