Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo | I tesori del Duomo di Alba

I tesori del Duomo di Alba

La chiesa cattedrale di San Lorenzo, Duomo di Alba, non ha una data di nascita. Essa esiste nella sua attuale consistenza fisica a rappresentare vicende e significati che sono storia e sono tradizione. La dedicazione al protomartire Lorenzo è indizio di un passato profondo. Il primo vescovo albese del quale si ha menzione nei documenti è Benedetto, in Alba nel 680. Per i secoli precedenti la tradizione narra che verso l'anno 250 San Dalmazzo evangelizza la città, in cui già amministra i sacramenti cristiani un sacerdote di nome Giovanni. Il 23 ottobre dell'anno 311, sulla strada romana verso Pollentia, incontrano il martirio San Frontiniano, da Carcasson, e San Cassiano, irlandese, sepolti quindi nel luogo stesso. La località, detta di San Cassiano, vedrà poi sorgere l'abazia dedicata a San Frontiniano, celebre insediamento benedettino a presidio della fede fuori dalle mura, negli stessi secoli in cui, in prossimità dell'antico foro romano, andrà prendendo forma il sito episcopale di S. Lorenzo. Dal X secolo le notizie sulla chiesa cattedrale di San Lorenzo sono storia documentata. La città di Alba, sede della cattedra vescovile, non è capoluogo amministrativo nè in periodo longobardo nè durante quello carolingio. Risalgono ai primi decenni dell'XI secolo i documenti che attestano il comitatus albensis, erede diretto del comitatus dianiensis noto per il X secolo al tempo della coniuctio e unitas della diocesi di Alba con quella di Asti, iniziativa promossa da papa Giovanni XIII e documentata tra il 969 e il 984.

Il X secolo rappresenta per Alba un periodo piuttosto vivace: diversi i vescovi sono documentati tra il 901 e il 997, un imperatore soggiorna in città nel 966, pirati saraceni insidiano i territori meridionali della Diocesi dell'alta valle Tanaro e sono protagonisti di ribalde scorrerie in una vasta area geografica; ma , ancora, una orgogliosa resistenza del clero cittadino sia verso i tentativi del presule astigiano Rozone di annettersi il governo della chiesa locale sia verso la tendenza allo smembramento del territorio diocesano verso sud, a favore dell'ordinario savonese Giovanni. Sono gli anni del leggendario Aleramo, alla cui stirpe apparterranno i marchesi di Monferrato, i marchesi Del Carretto, i marchesi di Saluzzo. Nel X secolo il territorio albese è governato dalla Marca di Torino il cui declino, nel corso del secolo successivo, rappresenta una delle premesse per l'affermazione del Comune di Alba e per i sui cento anni di autonomia.

Stando alle carte vernazziane, all'undici settembre del 969 risale il diploma dell'imperatore Ottone I in cui si legge "et sancti Laurentii levite et martiris cui illa ecclesia dedicata esse videtur", mentre al diciotto maggio del 998 si riferisce una seconda citazione, "ad honorem sancti levite Laurentii dedicate eiusdem ecclesie", nel contesto di un diploma dell'Imperatore Ottone III. A prescindere dalle incertezze insite nelle annotazioni vernaziane stesse, siamo di fronte alle tracce di una fondazione molto antica. Il campanile conservato all'interno di quello assai più imponente, edificato nella seconda metà del XII secolo, ne costituisce una importante conferma. Recenti studi, resi possibili anche grazie all'accurato restauro eseguito con l'importante intervento finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, hanno reso leggibili i caratteri architettonici del manufatto, del tutto in linea con l'evidente cronologia dell'inglobamento.

L'antica torre campanaria, con almeno cinque ordini sovrapposti ad un potente contrafforte basamentale, appartiene, nelle proprie linee essenziali, alla piccola ma prestigiosa famiglia delle torri campanarie risalenti soprattutto al XI secolo, testimoniate nell'albese a Cortemilia, Lequio Berria, Neive, La Morra. Non particolarmente alto, il campanile vecchio è leggibile attraverso un suggestivo percorso lungo la scala di ascensione ricavata nell'intercapedine che conduce alla cella campanaria del campanile dell'XII secolo, eretto in un complesso programma di opere pubbliche promosse in Alba per la valorizzazione della figura di San Teobaldo Roggeri, originario di Vicoforte e vissuto a cavallo tra l'XI e il XII secolo, simbolo di una unione politica interna alla città tra l'importante clero del Capitolo della cattedrale e la società civile albese.

La ricostruzione congetturale del campanile antico consente anche di formulare, in base a precisi indizi presenti all'interno della scala interna, prime ipotesi sulla consistenza della chiesa di San Lorenzo nel periodo compreso tra il XII secolo e il XV quando, a partire dal 1486, la fabbrica del Duomo viene radicalmente riplasmata per assumere il carattere dell'edificio tardogotico ancora chiaramente leggibile anche dopo gli incisivi interventi che il conte Arborio Mella promuove come architetto a partire dal 1860. La complessa articolazione delle membrature dell'attuale edificio sacro è emersa in tutta la sua evidenza e problematicità nel corso dei lavori di consolidamento strutturale recentemente conclusi, a coronamento di una fase di interventi prevalentemente orientati alla messa in sicurezza della strutture murarie, sostenuti finanziariamente in modo quasi esclusivo dall'intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.